Archive | aprile 2012

Perchè è nel mare in tempesta che ci deve fermare e pensare che alla fine è solo acqua

Ripubblico qui una bellissima lettera presa dal blog di Alfonso Fuggetta. Perchè se il lavoro ti devasta e la notte non è facile dormire beh… è giusto anche pensare che possiamo provare dolore solo grazie al dolore infinito che altri prima di noi hanno provato…

Ciao,

torno ora dal cimitero di Monza. Sono stato a trovare mio papà che oggi, proprio il 25 Aprile, avrebbe compiuto 89 anni. Davanti alla sua tomba, alla sua foto, mi è venuto da pensare “ciao, come stai?” ed è come se lui mi avesse risposto “bene, e tu, come va?”

Già, come va? Come si fa a rispondere a questa domanda? Me la fanno in tanti, tutti i giorni: come va?

Si può rispondere sul piano personale oppure su quello professionale. Comunque sia, in questi giorni mi viene sempre da rispondere o in modo ironico oppure in modo grave, critico, con il tono di chi deve gestire problemi grandi. Qualche giorno fa dicevo ad un mio collega al Poli “tu non ti devi mica preoccupare di 140 stipendi, 140 famiglie: sono cose che non ti fanno dormire la notte.” Certo, ogni giorno c’è una preoccupazione, una ferita, una delusione, una difficoltà, un problema da affrontare. La situazione del paese ovviamente è difficile. Sentire anche questa mattina Mario Draghi dire che “continuano a persistere elementi di grande incertezza e instabilità” non tira su il morale.

Ma oggi davanti alla tomba di mio papà, ho ripensato alla sua vita e ho provato a confrontarla con la mia, la nostra.

Mio padre nacque nel 1923 in un piccolo paese della Basilicata, non lontano dal luogo dove oggi sorge lo stabilimento della FIAT di Melfi.

Mio nonno, Alfonso ovviamente, era contadino e forse qualcosa in più: un po’ scrittore, un po’ filosofo, un po’ acuto osservatore del suo paese. Partì per la guerra in Abissinia negli anni 30 e ne scrisse molto in alcuni diari bellissimi. Uno lo conservo nella mia scrivania in ufficio, al CEFRIEL. Mio papà era il secondo di sette figli, primogenito maschio. Negli anni 30 morirono di malaria due fratelli. Allora succedeva, era normale.

Poi mio padre poco più che ventenne partì per la guerra. A vent’anni! Se penso cosa facevo io a quell’età … Lui era su una nave, vicino a Rodi. La nave venne affondata da un sommergibile e lui restò per una notte e molte altre ore in mare, salvato da un salvagente o da un pezzo di relitto.

Continua a leggere…

Annunci

Vive la france?

Hollande, Hollande, Hollande su tutti i giornali. Non sono d’accordo, vincerà Sarkozy.

Al netto di questo condivido pienamente la visione dell’Economist (riassunto in italiano qui).

Al lordo di questo invece, tocchiamoci le balle… Qua crolla tutto!

Si parte!

Eccoci qua, finalmente l’ho fatto! Mi sono creato il blog… Giusto in ritardo di una decina d’anni ma eccoci qua.

Credo che nel primo post si dovrebbero spiegare le ragioni del titolo e il perchè si è deciso di aprirlo. Un po’ noioso, ma va fatto:

“Melchinblog! Perchè?” – Facile! Melchin da bambino era il mio soprannome nei giochi, per cui me lo sono portato dietro. Niente filosofi alla Wittgenstein  dunque, che due maroni, lo fan tutti, solo la voglia di usare un nome a cui sono affezionato nel profondo.

“Perchè lo hai fatto?” – Ancora più facile, per tutte le ragioni per cui si apre un blog, per dire che le cose che si vuole davvero dire con una giusta dose di anonimato (prima che qualcuno mi scopra ovviamente) che si, ogni tanto ci vuole cazzarola, e forse anche per riflettere su quello che si pensa davvero, cercando in effetti di capirlo, che non è sempre facile eh!

“Di cosa parlerà questo blog?” – Dei ca… miei, cioè delle cose che mi piacciono, dunque tecnologia, politica e tutto quello di cui avrò voglia alla facciazza vostra e mia.

Si parte, vediamo quanto dura…. Intanto sono contento.

Ciauz!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: