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Reazioni collaterali

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Ma il buon vecchio Steve, quando immagino l’Iphone, credete avesse in mente che un effetto collaterale di questo sarebbe stata la continua vibrazione delle tasche dei pantaloni di ogni uomo su questo pianeta dovuto alla continua trasmissione di ogni singolo stupido pensiero dei propri amici?

Solo per ricordare che secondo l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), nei giorni scorsi, nel tentativo di arrivare nel nostro Paese, 54 persone sono morte di sete durante l’attraversamento del tratto di mare tra la Libia e ltalia.

Sono morte di sete.

Giusto per capire di cosa si tratta di seguito una citazione tratta dal sito news-medical.net:

I sintomi di disidratazione in genere diventano evidenti dopo 2% del proprio volume d’acqua normale è stata persa. Inizialmente, si sperimenta la sete ed il disagio, possibilmente insieme con la perdita di appetito e pelle secca. Questo può essere seguita da stipsi. Gli atleti possono subire una perdita di prestazioni fino al 30% e l’esperienza vampate di calore, la resistenza bassa, rapida frequenza cardiaca, temperatura corporea elevata e rapida insorgenza di stanchezza.

I sintomi di una lieve disidratazione includono sete, diminuzione del volume delle urine, urine scure anomalo, inspiegabile stanchezza, irritabilità, mancanza di lacrime quando piange, mal di testa, secchezza delle fauci, vertigini stando in piedi a causa di ipotensione ortostatica, e in alcuni casi può causare insonnia. Gli esami del sangue possono mostrare hyperalbuminemia.

In moderata a grave disidratazione, non ci può essere produzione di urina a tutti. Altri sintomi in questi stati includere stato di torpore o estrema sonnolenza, convulsioni, fontanella affondata (debole) nei neonati, svenimenti, e gli occhi infossati.

I sintomi diventano sempre più gravi con perdita di acqua maggiore. Il proprio cuore e dei tassi di respirazione iniziano ad aumentare per compensare il volume del plasma è diminuito e la pressione sanguigna, mentre la temperatura corporea può aumentare a causa della diminuzione della sudorazione. Circa il 5% al 6% la perdita d’acqua, si può diventare groggy o sonnolenza, mal di testa o nausea esperienza, e può sentire formicolio nella propria arti (parestesia). Con il 10% al 15% perdita di liquidi, i muscoli possono diventare spastici, la pelle può avvizzire e rughe (diminuzione turgore della pelle), la visione può fioca, minzione sarà molto ridotto e può diventare doloroso e delirio può avere inizio. Perdite superiori al 15% sono di solito fatali.

“E delirio può avere inizio”.

54 persone.

Perchè è nel mare in tempesta che ci deve fermare e pensare che alla fine è solo acqua

Ripubblico qui una bellissima lettera presa dal blog di Alfonso Fuggetta. Perchè se il lavoro ti devasta e la notte non è facile dormire beh… è giusto anche pensare che possiamo provare dolore solo grazie al dolore infinito che altri prima di noi hanno provato…

Ciao,

torno ora dal cimitero di Monza. Sono stato a trovare mio papà che oggi, proprio il 25 Aprile, avrebbe compiuto 89 anni. Davanti alla sua tomba, alla sua foto, mi è venuto da pensare “ciao, come stai?” ed è come se lui mi avesse risposto “bene, e tu, come va?”

Già, come va? Come si fa a rispondere a questa domanda? Me la fanno in tanti, tutti i giorni: come va?

Si può rispondere sul piano personale oppure su quello professionale. Comunque sia, in questi giorni mi viene sempre da rispondere o in modo ironico oppure in modo grave, critico, con il tono di chi deve gestire problemi grandi. Qualche giorno fa dicevo ad un mio collega al Poli “tu non ti devi mica preoccupare di 140 stipendi, 140 famiglie: sono cose che non ti fanno dormire la notte.” Certo, ogni giorno c’è una preoccupazione, una ferita, una delusione, una difficoltà, un problema da affrontare. La situazione del paese ovviamente è difficile. Sentire anche questa mattina Mario Draghi dire che “continuano a persistere elementi di grande incertezza e instabilità” non tira su il morale.

Ma oggi davanti alla tomba di mio papà, ho ripensato alla sua vita e ho provato a confrontarla con la mia, la nostra.

Mio padre nacque nel 1923 in un piccolo paese della Basilicata, non lontano dal luogo dove oggi sorge lo stabilimento della FIAT di Melfi.

Mio nonno, Alfonso ovviamente, era contadino e forse qualcosa in più: un po’ scrittore, un po’ filosofo, un po’ acuto osservatore del suo paese. Partì per la guerra in Abissinia negli anni 30 e ne scrisse molto in alcuni diari bellissimi. Uno lo conservo nella mia scrivania in ufficio, al CEFRIEL. Mio papà era il secondo di sette figli, primogenito maschio. Negli anni 30 morirono di malaria due fratelli. Allora succedeva, era normale.

Poi mio padre poco più che ventenne partì per la guerra. A vent’anni! Se penso cosa facevo io a quell’età … Lui era su una nave, vicino a Rodi. La nave venne affondata da un sommergibile e lui restò per una notte e molte altre ore in mare, salvato da un salvagente o da un pezzo di relitto.

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